Saper comunicare: l’utilizzo delle critiche costruttive come strumento per la relazione
“Senza una buona comunicazione, una relazione non è altro che un vaso vuoto che ti porta con sé in un viaggio frustrante”
Cherie Carter-Scott
L’essere umano è un essere relazionale.
La comunicazione è lo strumento principe nella relazione con l’altro.
Quanto però siamo davvero attenti e consapevoli a come comunichiamo?
Quanto spesso invece delle incomprensioni a livello comunicativo sono la scintilla di difficoltà relazionali ben più complesse?
Proviamo ad approfondire un po’ il concetto e a condividere una piccola riflessione in merito ad un’accortezza comunicativa funzionale a stabilire e mantenere relazioni interpersonali efficaci.
Comunicare
L’etimologia del termine “comunicare” nella lingua latina può rimandare a più accezioni:
- Cum agere: “fare qualcosa insieme”. Comunicare è un’azione che si fa interattivamente insieme ad almeno un’altra persona;
- Cum munia: “all’interno delle mura”. La comunicazione avviene all’interno di un contesto condiviso (la relazione appunto oltre che l’eventuale contesto fisico);
- Cum munus: “scambio di doni”. Comunicare significa mettere in comune visioni diverse.
Quest’ultima etimologia sottolinea quanto il processo comunicativo sia circolare. Ovvero contraddistinto dall’emissione di un messaggio (da parte dell’emittente) e dalla presenza di una comunicazione di ritorno (denominata feedback) da parte del ricevente.
La comunicazione quindi non è un semplice trasferimento di dati ed informazioni attraverso un determinato canale, ma è un processo circolare continuo tra due o più interlocutori che si influenzano reciprocamente scambiandosi messaggi.
L’enorme presenza della comunicazione all’interno delle nostre vite è sottolineata dal terzo assioma della comunicazione umana (Watzlawick, 1971), che recita:
“Non si può non comunicare”
Nel momento in cui siamo in relazione con l’altro infatti è insito che ci sia una comunicazione.
Non solo le parole, ma anche i gesti, i toni di voce, gli sguardi e i comportamenti comunicano. In questo senso, il guardarsi negli occhi anche senza proferire parola può comunicare dei sentimenti (e.g., affetto, imbarazzo, gioia) e tale canale comunicativo non verbale può essere anche molto più incisivo delle semplici parole.
Come comunicare
La comunicazione rappresenta quindi, come abbiamo visto, un aspetto centrale nella relazione con l’altro.
Stante questo presupposto diventa fondamentale esser consapevoli delle proprie modalità comunicative e conoscere sfumature del linguaggio che possano facilitare l’interazione.
Le critiche costruttive come strumento funzionale alla relazione
Il termine “critica” nella nostra lingua italiana ha un’accezione prevalentemente negativa. Tuttavia esiste anche una valenza fortemente positiva del termine. Il pensiero critico ad esempio rappresenta una qualità estremamente positiva e riferente alla capacità analitica e puntuale che una persona può sviluppare.
L’utilizzo di una comunicazione contraddistinta dalla presenza di critiche costruttive può rappresentare un valido supporto per migliorare la relazione con l’altro, ma anche con noi stessi.
Vediamo quali sono le caratteristiche delle critiche costruttive:
- Sono centrate sul comportamento, si focalizzano sull’azione che viene messa in atto dalla persona;
- Sono specifiche, descrivono il comportamento in maniera puntuale e precisa;
- Sono situazionali, presuppongono un’esistenza di tale feedback limitata al contesto (spaziale e temporale) in cui avviene;
- Indicano l’errore, o il comportamento non desiderato;
- Propongono almeno un’alternativa, in modo costruttivo e collaborativo.
Le critiche manipolative come strumento disfunzionale alla relazione
Se da un lato l’utilizzo di una comunicazione costruttiva può aiutare nel coltivare relazioni più appaganti, d’altro canto la presenza di critiche manipolative può invece enormemente compromettere ed ostacolare tale obiettivo.
Anche qui vediamo le caratteristiche di questo tipo di critiche:
Sono centrate sulla persona, fanno riferimento al soggetto piuttosto che al comportamento;
- Sono totalizzanti, descrivono in toto chi abbiamo di fronte senza lasciare spazio a sfumature o situazioni specifiche;
- Sono generali, presuppongono l’esistenza di tale osservazione senza limitazioni situazionali o di tempo;
- Non indicano l’errore, non facendo necessariamente riferimento al perché tale critica è stata condivisa;
- Non propongono un’alternativa, mantenendo la relazione su una dinamica competitiva piuttosto che collaborativa.
Gli effetti delle critiche
Ora che abbiamo descritto la differenza tra questi due tipiche di critiche, proviamo con degli esempi a descrivere i loro effetti a livello relazionale (e non solo).
Esempi di critiche manipolative
“Sei sempre il solito, non fai mai le cose come si deve”
“Sei incapace”
“Con te è tutto inutile”
Come si può sentire una persona che riceve tali condivisioni? Sicuramente non lasciano spazio a cambiamenti. Il che rappresenta potenzialmente un paradosso dato che solitamente tali verbalizzazioni nascono proprio perché l’emittente ha la volontà che il ricevente cambi il suo comportamento.
Vediamo quale può essere invece una verbalizzazione costruttiva.
Esempi di critiche costruttive
“Ieri ho avuto difficoltà perché sei stato impreciso nella compilazione di quel report. Possiamo rivederlo insieme così da venirci incontro per la prossima volta?”
“Ho notato che stai avendo difficoltà a finire questo lavoro. Posso esserti di aiuto?”
“Hai fatto un’osservazione che non condivido. Che ne dici se ci mettiamo a sedere e ne parliamo?”
In questi casi appaiono evidenti i comportamenti che potrebbero essere modificati e vengono proposte possibili soluzioni. Lo spazio per il cambiamento si amplia e la relazione si prospetta più funzionale.
L'assertività come guida per relazioni funzionali
L’utilizzo di una comunicazione (e di critiche) costruttiva rappresenta uno degli aspetti cardine di uno stile comunicativo e relazionale assertivo (per un approfondimento: Betti, 2024).
Una scelta che può avere importanti ricadute sullo stabilimento ed il mantenimento di relazioni interpersonali efficaci oltre che sullo sviluppo di una comunicazione efficace. Due abilità cardine identificate anche dall’Organizzazione Mondale della Sanità (1994) per la promozione della salute e definite, proprio per la loro forte valenza trasversale nella vita dell’individuo, Life Skills.
Decidere di coltivare uno stile ed una comunicazione assertiva rappresenta però, come abbiamo detto, una scelta che necessariamente può esser fatta davanti ad ogni nostro potenziale comportamento.
Scelta talvolta non facile e per quale può essere d’aiuto chiedere o ricevere un supporto. I percorsi con terapeuti di orientamento cognitivo-comportamentale possono fornire un funzionale sostegno in tal senso, così come l’utilizzo di libri di auto-aiuto che, seppur non possano in alcun modo sostituire le potenzialità terapeutiche di un percorso con un professionista, possono rappresentare una scelta utile ad approfondire alcuni aspetti e proprie consapevolezze.
Il Quaderno di esercizi per sviluppare l’assertività (Betti, Costanzo & Carniato, 2026) edito da Erickson, rappresenta una recente pubblicazione che può affiancare la persona nella volontà di investire nel miglioramento del proprio stile comunicativo e relazionale oltre che nello sviluppare consapevolezze rispetto alle proprie modalità, aree di forza e di miglioramento.
Una proposta altamente pratica che vede, dopo una prima parte teorica volta alla definizione delle caratteristiche dei vari stili comunicativi e delle loro peculiarità, un affondo decisamente pratico che ha l’obiettivo di far mettere in gioco la persona nella propria vita quotidiana.
Conclusione
La comunicazione rappresenta un aspetto che accompagna costantemente le nostre vite. Conoscerne i principi e utilizzare modalità scientificamente fondate può aiutarci nel vivere con maggior appagamento ogni incontro con l’altro oltre che imparare ad essere più rispettosi con noi stessi.
Bibliografia essenziale
- Betti, F. (2024). L’assertività: stile di comunicazione efficace. IPSICO blog. https://ipsico.it/news/lassertivita-stile-di-comunicazione-efficace/
- Betti, F., Costanzo, G., & Carniato, S. (2026). Quaderno di esercizi per sviluppare l’assertività. Trento, Erickson
- Watzlawick, P., Beavin, J. H., & Jackson, D. D. (1971). Pragmatica della comunicazione umana. Astrolabio
- World Health Organization. (1994). Life skills education for children and adolescents in schools: Introduction and guidelines to facilitate the development and implementation of life skills programmes (WHO/MNH/PSF/93.7A.Rev.2). World Health Organization.