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ACT with Children: un manuale per favorire accettazione, compassione e affermazione

ACT with Children: un manuale per favorire accettazione, compassione e affermazione

“Lavorare con bambini e ragazzi in un contesto terapeutico è un privilegio senza eguali”

Jodie Wassner

È questa la prima frase del primo capitolo del libro “ACT with Children” di Jodie Wassner (2024). Un incipit che fin da subito sottolinea la bellezza del lavorare con questo tipo di destinatari e, al tempo stesso, tra le righe rimanda anche a quel senso di responsabilità che ogni adulto dovrebbe coltivare quando si approccia con un minore in età dello sviluppo.

La funzione di guida e di modello è infatti centrale all’interno della relazione terapeutica e nelle pagine del manuale viene posta una forte attenzione al come essere terapeuti che lavorano con bambini oltre al tipo di lavoro che con loro è possibile svolgere.

Prima di addentrarci nella struttura di questo testo però, facciamo un piccolo passo indietro..

Cos'è l'ACT e perché è adatta ai bambini?

L'Acceptance and Commitment Therapy (ACT) è una forma di psicoterapia basata sull'idea che non possiamo sempre controllare i nostri pensieri e sentimenti, ma possiamo imparare ad accettarli senza lasciare che influenzino negativamente la nostra vita. Invece di cercare direttamente di eliminare o ridurre il dolore psicologico, l'ACT aiuta a sviluppare una nuova relazione con le emozioni difficili, promuovendo l’accettazione, la consapevolezza e l’azione guidata dai propri valori.

Nel panorama della psicoterapia, l’ACT sta guadagnando sempre più attenzione grazie alla sua capacità di combinare tecniche di mindfulness, accettazione e impegno verso valori personali. Sebbene sia ampiamente utilizzata con gli adulti, negli ultimi anni sta emergendo con forza anche nel trattamento dei bambini.

Quando si tratta di lavorare con i minori, l’ACT viene adattata per rispondere alle esigenze cognitive ed emotive dei più giovani. Spesso, i bambini non hanno ancora sviluppato la capacità di “distaccarsi” dai propri pensieri in modo autonomo. Crescendo invece all’interno di un ambiente contraddistinto da una forte importanza attribuita al linguaggio.

L’ACT, basandosi su ricerche sui processi linguistici di base (basate su una teoria del linguaggio e della cognizione umana chiamata Relational Frame Theory, RFT), sostiene che il linguaggio intrappoli le persone dentro inutili tentativi di combattere contro la sofferenza interiore, e che tentare di cambiare direttamente pensieri ed emozioni che creano difficoltà sia una modalità controproducente per farvi fronte.

Ecco perché l'ACT, con la sua enfasi sull'accettazione delle emozioni e il non giudizio, è un approccio perfetto per aiutarli a sviluppare la flessibilità psicologica.

Uno degli aspetti più potenti dell’ACT è che non si limita a trattare i sintomi, ma cerca di promuovere una crescita emotiva e psicologica più profonda. Quando i bambini imparano a vivere con maggiore consapevolezza, a riconoscere le proprie emozioni senza esserne sopraffatti, e a prendere decisioni basate su ciò che è veramente significativo per loro, acquisiscono strumenti per affrontare le sfide della vita in modo sano e funzionale.

Un approccio che è risultato essere funzionale ed utile in più contesti tra cui anche quello scolastico (Webb & Mize, 2016) dove sono stati riscontrati miglioramenti nel benessere psicologico, nella regolazione emotiva dei bambini, nell’auto-consapevolezza e nella riduzione dei comportamenti problematici.

L’ACT, inoltre, è particolarmente efficace per i bambini che sperimentano ansia, depressione, difficoltà comportamentali o disturbi dell'attenzione (Forman & Herbert, 2009). Aiuta i bambini a comprendere che le emozioni negative fanno parte della vita e che non devono impedire di vivere la loro in modo pieno e soddisfacente. Diversi studi hanno infatti evidenziato che l'ACT aiuta i bambini a diventare più consapevoli delle loro emozioni e a sviluppare una relazione più sana con i propri pensieri, riducendo l'intensità e la frequenza dei sintomi di ansia e depressione (Luciano, Gómez & Rodríguez, 2014).

ACT: Manuale per l'età evolutiva

“ACT: Manuale per l’età evolutiva” di Jodie Wassner (2024; Edizione italiana a cura edita da Erickson, 2025) si inserisce in questa continua evoluzione dell’approccio ideato da Steve Hayes, rappresentando un’utilissima guida per portare avanti il lavoro terapeutico con i bambini all’interno dei principi della flessibilità psicologica.

L’autrice è riuscita in questo testo a fornire al lettore una vera e propria cassetta degli attrezzi per permettergli di avere fin da subito strumenti concreti ed esempi da poter utilizzare.

Prima di fare questo però, la prima parte del lavoro (ed in particolare il capitolo 2) vede un’attenzione particolare alla creazione di un contesto, nella stanza di terapia, che possa permettere al bambino di sentirsi libero di ascoltare, comprendere ed esplorare. Le indicazioni fornite saranno infatti di aiuto al clinico per mettersi nei panni di un minore che può entrare per la prima volta entra in contatto con un percorso di cura e per favorire un’attenzione a quegli aspetti della relazione terapeutica che è necessario considerare con questa specifica categoria di destinatari. Nello specifico, il capitolo 3 verte proprio sul fornire al lettore indicazioni su come strutturare il primo colloquio. Un riferimento utilissimo in particolare se si è alle prime armi nel lavoro con i minori.

Uno strumento che in modo trasversale viene utilizzato è il gioco. Esso rappresenta una vera e propria forma di comunicazione molto naturale per il bambino utile ad offrire opportunità per apprendere implicitamente nuove abilità.

Attraverso il gioco è infatti possibile guidare il minore nel fare esperienza di dinamiche ed aspetti funzionali alla propria crescita oltre che per farlo sentire a proprio agio.

Il manuale include una serie di esercizi, metafore, esempi clinici e strategie per aiutare i bambini a comprendere concetti complessi come la mindfulness, la defusione cognitiva e l’impegno verso i valori. Viene costantemente posta attenzione su come “tradurre” ed adattare il linguaggio tipico dell’ACT ed i suoi processi per metterli a disposizione del minore che abbiamo di fronte.

Uno degli elementi di forza del libro è senz’altro anche la capacità dell’autrice di proporre un modo concreto ed accessibile per comprendere il campo delle neuroscienze che sostiene la teoria di riferimento. Ecco infatti, per esempio, che il cervello limbico (più evoluto e pensante) diventa il piano di sopra del nostro cervello ed il cervello rettiliano (più arcaico e reattivo) il piano di sotto (Siegel & Bryson, 2012).

L'uso di metafore e giochi nella terapia con i bambini è apprezzato per il suo impatto positivo, rendendo i bambini più partecipativi e coinvolti nel processo terapeutico. Sono inoltre presenti costanti riferimenti a esercizi che è possibile svolgere all’interno della stanza di terapia anche attraverso una modalità visiva oltre che verbale al fine di giudare il minore nella comprensione dei concetti trasmessi.

Grazie a questo approccio, i professionisti potranno utilizzare tecniche facilmente comprensibili e coinvolgenti per lavorare con i bambini (anche quelli con difficoltà cognitive o comportamentali) insegnando loro a navigare all’interno delle criticità e accettandole come parte integrante della vita per muoversi verso (piuttosto che via da) le direzioni per loro di valore.

Allo stesso modo, gran parte del manuale viene costantemente dedicata a comprendere quel mondo del bambino nell’ottica del contestualismo funzionale. Imparando così ad osservare i comportamenti all’interno del contesto come aventi una specifica funzione a seconda delle situazioni.

L'ACT nel trattamento dei disturbi più complessi

Due dei capitoli finali del manuale sono dedicati alla trattazione specifica di due disturbi più complessi in età evolutiva: il Disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) e la Neurodivergenza.

Utilizzare l’ACT con il DOC in età evolutiva

Il trattamento dei bambini affetti da questo disturbo riprende i processi dell’ACT unitamente ai principi cognitivo-comportamentali che risultano essere efficaci per questa specifica condizione clinica.

“Non farsi prendere all’amo dai pensieri” è uno dei modi che l’autrice riprende ed utilizza per rimandare al minore quanto le ossessioni e conseguenti compulsioni possano portarlo via dalle direzioni per lui di valore nella vita. In quest’ottica viene invitato a riflettere sui costi e benefici relativi al disturbo al fine di motivarlo al trattamento che mira ad aiutarlo ad investire sempre maggiore tempo nelle attività e cose per lui importanti.

Utilizzare l’ACT con la Neurodivergenza in età evolutiva

La forte attenzione che la nostra società ripone nel linguaggio rappresenta uno degli elementi fondamentali di lavoro attraverso l’ACT con questa specifica categoria di destinatari. L’obiettivo trasmesso all’interno del manuale è quello di sviluppare accettazione, compassione ed amore verso la diversità cercando di creare punti di incontro piuttosto che distanze.

Sfogliando le pagine del libro emerge sempre più in maniera nitida una descrizione del mondo del bambino neurodivergente unitamente a quelle caratteristiche distintive che il terapeuta (e l’adulto) è importante che conosca per potercisi rapportare in modo consapevole e funzionale.

Lavorare con i genitori e i caregiver

Una risorsa davvero interessante di questo manuale è inoltre la presenza di un capitolo dedicato ai genitori o caregiver. La struttura psico-educativa con cui questa parte è stata pensata permette al clinico di includere queste figure significative nel processo di trattamento aiutandole a comprendere il linguaggio terapeutico dell’ACT e fungere da amplificatori all’interno delle mura domestiche.

Permettendo loro inoltre di apprendere l’influenza che il proprio linguaggio può avere sulla crescita dei propri figli così da imparare ad utilizzarlo come strumento di crescita in modo funzionale al fine di favorire accettazione piuttosto che evitamento dei problemi e difficoltà che fanno parte della vita.

Inoltre, un forte accento viene rimandato sull’allenare l’adulto ad osservare i comportamenti messi in atto dal bambino nell’ottica del contestualismo funzionale. Il genitore viene così guidato nel non demonizzare necessariamente alcuni comportamenti (e.g., passare tempo ai videogiochi), cercando piuttosto di capire la funzione che questi possono avere in quel momento per il proprio figlio.

Spunti che cercheranno inoltre di guidare i genitori verso l’acquisizione e mantenimento di comportamenti funzionali al muoversi verso quel tipo di figura di riferimento che desiderano e vorrebbero davvero essere.

Una parte del manuale che permette davvero di accorciare le distanze tra due mondi: quello dei bambini e quello degli adulti che non sempre sono in grado di ricordare cosa essere appartenuti a quel mondo voglia dire.

Conclusione

Questo manuale si propone come una risorsa fondamentale per psicologi, psicoterapeuti e altri professionisti del settore educativo e sanitario, offrendo un approccio pratico per integrare l'ACT nella terapia con i bambini. È un riferimento che si distingue per il suo linguaggio semplice, per la costante presenza di esempi e le tecniche adattate all’età, che lo rendono facilmente utilizzabile anche con i bambini più piccoli.

Bibliografia essenziale

  • Forman, E. M., & Herbert, J. D. (2009). The Acceptance and Commitment Therapy for Anxiety: A Practitioner's Guide to Using Mindfulness, Acceptance, and Values-Based Behavior Change Strategies. New Harbinger Publications.
  • Hayes, S. C., Strosahl, K. D., & Wilson, K. G. (1999). Acceptance and commitment therapy: An experiential approach to behavior change. New York, NY: Guilford Press.
  • IPSICO blog. Acceptance and Commitment Therapy (ACT). IPSICO blog. https://www.ipsico.it/acceptance-and-commitment-therapy-act/
  • Luciano, C., Gómez, P., & Rodríguez, M. (2014). Acceptance and Commitment Therapy in children with anxiety and emotional disorders: A systematic review. Journal of Contextual Behavioral Science, 3(4), 124-130.
  • Siegel, D. J. and Bryson, T. P. (2012). The Whole-Brain Child: 12 Revolutionary Strategies to Nurture Your Child’s Developing Mind. New York: Random House.
  • Wassner, J. (2024). Acceptance and Commitment Therapy with Children. Jessica Kingsley Publishers
  • Webb, C. A., & Mize, J. (2016). A randomized controlled trial of a mindfulness-based intervention for children with emotional and behavioral problems: Efficacy of Acceptance and Commitment Therapy (ACT) in the school setting. Behaviour Research and Therapy, 80, 42-55.

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